Aggiornato a maggio 2026
L'APE ha durata massima di 10 anni dall'emissione, secondo il D.Lgs. 192/2005. La scadenza è riportata sullo stesso documento.
Bisogna richiedere un nuovo APE a un certificatore abilitato. Il vecchio documento non è prorogabile: serve un sopralluogo e una nuova registrazione regionale.
Fonti normative: D.Lgs. 192/2005, art. 6 comma 5; D.M. 26/06/2015.
Quanto dura un APE?
L'APE ha validità 10 anni dalla data di emissione, a condizione che siano rispettati gli obblighi di manutenzione degli impianti (caldaia, condizionatori) e che non vengano effettuati interventi che modificano la prestazione energetica.
Quando va rifatto l'APE prima dei 10 anni?
Va rifatto immediatamente dopo: sostituzione della caldaia, installazione di un impianto fotovoltaico, isolamento a cappotto, sostituzione degli infissi, o qualsiasi ristrutturazione che cambi la classe energetica.
L'APE vecchio di 10 anni è ancora valido?
No. Dopo 10 anni esatti dalla data di emissione l'APE decade e deve essere rilasciato un nuovo attestato. Verifica sempre la data nella prima pagina del documento.
Se ristrutturo, devo rifare l'APE?
Sì, se la ristrutturazione è 'importante' (>25% della superficie disperdente) o se modifica la prestazione energetica. È obbligatorio anche per accedere a Ecobonus, Superbonus e detrazioni ENEA.
Posso usare un APE già esistente per vendere?
Sì, se è ancora valido (non oltre 10 anni e nessun intervento successivo) e se l'immobile non ha subito modifiche. Il notaio richiederà comunque copia originale firmata digitalmente.
Fonti normative: D.Lgs. 192/2005, D.M. 26/06/2015, DPR 75/2013, Legge 90/2013, Linee Guida Nazionali per la Certificazione Energetica.
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